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L’educazione autoritaria del “lupo” Piantedosi

by ganesh5557@gmail.com

Il soprannome se lo scelse da solo, “il lupo”, perché “è il nostro animale totemico – spiegò – e lupi sono i calciatori del mio amato Avellino”.  Era solo un prefetto, lupo d’ufficio e dunque solitario, e certo non immaginava che, non appena entrato in fabula politica, il lupus Piantedosi, avellinese nato a Napoli  59 anni fa, sarebbe diventato il simbolo del “branco Meloni” e della nuova ferocia italiana. Proprio lui, che di famiglia apparterebbe alla Democrazia cristiana più mite e, ancora adesso, nella piccolissima Cervinara, frazione di Pietrastornina, è raccontato come ” il figlio di Mario”, “il preside”, reliquia di un mondo perduto, che insegnava tutto a tutti, è vero, ma con dolci consigli e dotti...

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