Non ha solo nominato i nuovi vertici in corner e in spregio a ogni galateo istituzionale: appena tre settimane prima delle amministrative che potrebbero decretare la fine della sua permanenza a Palazzo Barbieri. Ma su 15 posti disponibili – sette nel consiglio di amministrazione, cinque nel collegio sindacale, altri tre nell’organismo di vigilanza – non è riuscito a trovare spazio neppure per una donna. Sono tutti maschi. Con un di più che rende il rinnovo delle cariche in Veronafiere, la principale industria del capoluogo scaligero, una beffa che odora di clientelismo: il presidente designato è infatti Federico Bricolo, ex capogruppo della Lega Nord in Senato dal 2008 al 2013, nonché responsabile elettorale del Carroccio nella città in

Continua a leggere - Il blitz di Sboarina (FdI) prima delle amministrative: l'ex leghista Bricolo presidente del cda di soli uomini di Veronafiere

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È morto ieri sera a Sondrio, dove risiedeva, Paolo Arrigoni, 65 anni, primo presidente della Lega (allora Lega Nord) della Regione Lombardia.

Di professione assicuratore, aveva abbandonato la politica attiva per poi tornare, pochi anni fa, quando accettò dall’amico di partito Ugo Parolo, parlamentare del Carroccio, di assumere l’incarico di referente della sede di Colico (Lecco), sino alle dimissioni poche settimane fa per il riacutizzarsi di una vecchia malattia evidentemente mai vinta del tutto.

Tanti i messaggi di cordoglio per l’improvvisa scomparsa. Commosso quello di Parolo su Facebook: “Ciao Paolo, con te se ne va un altro pezzo della LEGA LOMBARDA/LEGA NORD! Ti ho conosciuto che ero praticamente un giovincello a Sondrio nella mitica sede provinciale della Lega Nord

Continua a leggere - Morto Paolo Arrigoni, il primo presidente della Lega Nord in Lombardia: aveva 65 anni

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Dice che “la fusione fra Forza Italia e Lega non è tema all’ordine del giorno”, tuttavia prende le distanze da Mariastella Gelmini. Ma soprattutto per l’ex ministra Stefania Prestigiacomo il problema è il contesto dello scontro fra la titolare degli Affari regionali nel governo a guida Mario Draghi e Silvio Berlusconi, leader di FI: “A me – dice Prestigiacomo – spiace soprattutto che all’indomani di una convention riuscitissima (quella di venerdì e sabato a Napoli, ndr) si parli delle polemiche”.
Gelmini, però, ha accusato Berlusconi di “ambiguità sulla guerra”. È quasi un fatto senza precedenti, in Forza Italia, l’attacco diretto al Cavaliere. Lei da che parte sta?
“Sono dispiaciuta e stupita davanti all’escalation di dichiarazioni ingiuste di Mariastella nei

Continua a leggere - Prestigiacomo: “Mariastella sbaglia, si occupi del governo non del partito”

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 La Germania riassume la faccia feroce della custode europea dell’austerità. Ieri il ministro delle Finanze Christian Lindner ha chiarito che anche se la Commissione Ue allungherà di un anno la sospensione del Patto di stabilità, ciò non dovrebbe indurre i partner a deviare da un sentiero di ritorno del deficit al di sotto della soglia del 3% e del debito entro il 60% del Pil.
“Il fatto che gli Stati membri possano deviare dal Patto non significa che debbano farlo” ha chiarito il ministro delle Finanze Christian Lindner in un’intervista con il Financial Times. Nel rigore sui conti pubblici, in sostanza, gli altri Paesi europei dovrebbero prendere esempio dalla Germania. “Noi non approfitteremo della sospensione delle regole; al

Continua a leggere - Lindner: “No a nuovo debito Ue per Kiev”. La Germania torna alla linea del rigore

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 Aveva deciso di starsene in silenzio per un po’. Di far depositare le scorie accumulate nell’ultima settimana di scontro frontale con il Cavaliere, accusato di “ambiguità” sulla guerra in Ucraina, confidando in un chiarimento non appena le acque si fossero calmate. Ma quando in tarda mattinata Matteo Salvini la chiama pubblicamente in causa, tacciandola di infedeltà nei confronti del capo – “Prima di criticare Silvio Berlusconi qualcuno dovrebbe contare fino a cinque” – Mariastella Gelmini non ci vede più. E sceglie di rispondere per le rime all’ex ministro dell’Interno. Considerando quell’uscita alla scuola di politica leghista un’entrata a gamba tesa contro chi, come lei, ha sempre osteggiato la fusione tra Forza Italia e il Carroccio.
Un progetto che

Continua a leggere - L’ira di Berlusconi. Salvini lo difende, Gelmini non ci sta

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La “linea rossa” da non oltrepassare per il M5S è quella del termovalorizzatore a Roma, inserito nel decreto aiuti e senza il voto in Cdm dei ministri del Movimento. Nei giorni scorsi lo hanno messo nero su bianco due vicepresidenti del partito, Michele Gubitosa e Mario Turco. La convinzione di Giuseppe Conte è che l’esecutivo non porrà la fiducia sul Dl, non costringendo i 5 Stelle ad una scelta secca che sa di un dentro o fuori dal governo. Il problema però è che probabilmente la fiducia ci sarà. Gli esperti del governo che lavorano al decreto – verrà presentato nelle commissioni Bilancio e finanze a metà giugno – fanno notare che di fronte a un provvedimento

Continua a leggere - Duello con Draghi e flop nel voto a giugno. Il M5S può implodere

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Claudio Signorile, già numero due di Bettino Craxi nel Psi, perché ha deciso di fondare il partito del Sud?
“Ma non è un partito. È un movimento: Mezzogiorno federato. Poi, se serve, ci presenteremo alle elezioni”.
Ecco, vede.
“Sì, ma io non mi candido. Ho 85 anni, quello che dovevo fare l’ho fatto”.
Ma che senso ha questa iniziativa?
“Il Mezzogiorno così com’è non riesce a farsi ascoltare, né a Roma, né a Bruxelles”.
C’è il ministero di Mara Carfagna.
“Brava ministra, per carità, ma non legge le carte”.

Continua a leggere - Claudio Signorile: “Il Sud non crede più ai grillini. Fondo io un partito”

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ROMA – Ministro Brunetta, la Commissione Ue nelle sue “Raccomandazioni” invita l’Italia a fare le riforme. Anche quelle scomode, come catasto e fisco. Cosa ne pensa?
“Mi viene in mente, e lo dico con un sorriso, la vecchia teoria della solitudine del riformista. Il riformatore è solo perché quelli che lui combatte reagiscono subito al cambiamento, alzano muri, gli fanno la guerra. Quelli che lui vorrebbe favorire – i più deboli – stanno invece a guardare, non ci credono, restano in attesa dei risultati, che però richiedono tempo. Meno male che c’è l’Europa, il “vincolo esterno” auspicato da Guido Carli e che per noi vuol dire Next Generation Eu. Nelle Raccomandazioni di primavera la discontinuità con il passato

Continua a leggere - Brunetta: “Il governo sulle riforme tira dritto. Pronti alla fiducia per frenare i benaltristi”

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Alla Camera la chiamano la disputa della Cannabis. Perché sul tema i due rami del Parlamento sono piuttosto agitati. Da un lato, quello di Montecitorio, c’è una proposta di legge che punta a depenalizzare la coltivazione domestica, col tetto di “4 piantine” per uso personale, non terapeutico. Dall’altro, a Palazzo Madama, a fine aprile è stato incardinato un ddl, graditissimo a Matteo Salvini che l’ha ribattezzato “Droga Zero”, che pretende l’opposto: pene più severe e via la “lieve entità” anche per la semplice detenzione di stupefacenti. Le due Camere insomma marciano in direzione ostinata e contraria, sullo stesso argomento. E in teoria non si potrebbe fare, dato che i regolamenti parlamentari lo dicono chiaro: non si può

Continua a leggere - Liberalizzazione cannabis, la disfida tra Camera e Senato. Fico protesta con Casellati

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Nel centrodestra è ancora scontro. Dopo il vertice dei giorni scorsi tra i tre leader di Forza Italia, Lega e Fdi, Matteo Salvini corre in sostegno di Silvio Berlusconi, attaccato dal fuoco amico dei fedelissimi azzurri per le frasi filo-Putin pronunciate dal palco della convention di Napoli. A puntare il dito contro il Cavaliere è stata, prima di tutti, la ministra Mariastella Gelmini, che ha definito “ambigue e imbarrazzanti” le parole del leader di Fi. ” “Prima di criticare Silvio Berlusconi qualcuno dovrebbe contare fino a cinque”, ha criticato Salvini nel suo intervento alla scuola di formazione della Lega, a Milano. “Si occupi del suo partito”, la replica piccata della ministra.

Rispondendo alle accuse del leader del Carroccio,

Continua a leggere - Salvini - Gelmini, è scontro. Lui: "Conti fino a 5 prima di criticare Berlusconi". Lei: "Fi non è ancora il tuo partito""

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Non ha solo nominato i nuovi vertici in corner e in spregio a ogni galateo istituzionale: appena tre settimane prima delle amministrative che potrebbero decretare la fine della sua permanenza a Palazzo Barbieri. Ma su 15 posti disponibili – sette nel consiglio di amministrazione, cinque nel collegio sindacale, altri tre nell’organismo di vigilanza – non è riuscito a trovare spazio neppure per una donna. Sono tutti maschi. Con un di più che rende il rinnovo delle cariche in Veronafiere, la principale industria del capoluogo scaligero, una beffa che odora di clientelismo: il presidente designato è infatti Federico Bricolo, ex capogruppo della Lega Nord in Senato dal 2008 al 2013, nonché responsabile elettorale del Carroccio nella città in

Continua a leggere - Il blitz di Sboarina (FdI) prima delle amministrative: l'ex leghista Bricolo presidente del cda di soli uomini di Veronafiere

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È morto ieri sera a Sondrio, dove risiedeva, Paolo Arrigoni, 65 anni, primo presidente della Lega (allora Lega Nord) della Regione Lombardia.

Di professione assicuratore, aveva abbandonato la politica attiva per poi tornare, pochi anni fa, quando accettò dall’amico di partito Ugo Parolo, parlamentare del Carroccio, di assumere l’incarico di referente della sede di Colico (Lecco), sino alle dimissioni poche settimane fa per il riacutizzarsi di una vecchia malattia evidentemente mai vinta del tutto.

Tanti i messaggi di cordoglio per l’improvvisa scomparsa. Commosso quello di Parolo su Facebook: “Ciao Paolo, con te se ne va un altro pezzo della LEGA LOMBARDA/LEGA NORD! Ti ho conosciuto che ero praticamente un giovincello a Sondrio nella mitica sede provinciale della Lega Nord

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Dice che “la fusione fra Forza Italia e Lega non è tema all’ordine del giorno”, tuttavia prende le distanze da Mariastella Gelmini. Ma soprattutto per l’ex ministra Stefania Prestigiacomo il problema è il contesto dello scontro fra la titolare degli Affari regionali nel governo a guida Mario Draghi e Silvio Berlusconi, leader di FI: “A me – dice Prestigiacomo – spiace soprattutto che all’indomani di una convention riuscitissima (quella di venerdì e sabato a Napoli, ndr) si parli delle polemiche”.
Gelmini, però, ha accusato Berlusconi di “ambiguità sulla guerra”. È quasi un fatto senza precedenti, in Forza Italia, l’attacco diretto al Cavaliere. Lei da che parte sta?
“Sono dispiaciuta e stupita davanti all’escalation di dichiarazioni ingiuste di Mariastella nei

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 La Germania riassume la faccia feroce della custode europea dell’austerità. Ieri il ministro delle Finanze Christian Lindner ha chiarito che anche se la Commissione Ue allungherà di un anno la sospensione del Patto di stabilità, ciò non dovrebbe indurre i partner a deviare da un sentiero di ritorno del deficit al di sotto della soglia del 3% e del debito entro il 60% del Pil.
“Il fatto che gli Stati membri possano deviare dal Patto non significa che debbano farlo” ha chiarito il ministro delle Finanze Christian Lindner in un’intervista con il Financial Times. Nel rigore sui conti pubblici, in sostanza, gli altri Paesi europei dovrebbero prendere esempio dalla Germania. “Noi non approfitteremo della sospensione delle regole; al

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Un progetto che

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La “linea rossa” da non oltrepassare per il M5S è quella del termovalorizzatore a Roma, inserito nel decreto aiuti e senza il voto in Cdm dei ministri del Movimento. Nei giorni scorsi lo hanno messo nero su bianco due vicepresidenti del partito, Michele Gubitosa e Mario Turco. La convinzione di Giuseppe Conte è che l’esecutivo non porrà la fiducia sul Dl, non costringendo i 5 Stelle ad una scelta secca che sa di un dentro o fuori dal governo. Il problema però è che probabilmente la fiducia ci sarà. Gli esperti del governo che lavorano al decreto – verrà presentato nelle commissioni Bilancio e finanze a metà giugno – fanno notare che di fronte a un provvedimento

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Claudio Signorile, già numero due di Bettino Craxi nel Psi, perché ha deciso di fondare il partito del Sud?
“Ma non è un partito. È un movimento: Mezzogiorno federato. Poi, se serve, ci presenteremo alle elezioni”.
Ecco, vede.
“Sì, ma io non mi candido. Ho 85 anni, quello che dovevo fare l’ho fatto”.
Ma che senso ha questa iniziativa?
“Il Mezzogiorno così com’è non riesce a farsi ascoltare, né a Roma, né a Bruxelles”.
C’è il ministero di Mara Carfagna.
“Brava ministra, per carità, ma non legge le carte”.

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ROMA – Ministro Brunetta, la Commissione Ue nelle sue “Raccomandazioni” invita l’Italia a fare le riforme. Anche quelle scomode, come catasto e fisco. Cosa ne pensa?
“Mi viene in mente, e lo dico con un sorriso, la vecchia teoria della solitudine del riformista. Il riformatore è solo perché quelli che lui combatte reagiscono subito al cambiamento, alzano muri, gli fanno la guerra. Quelli che lui vorrebbe favorire – i più deboli – stanno invece a guardare, non ci credono, restano in attesa dei risultati, che però richiedono tempo. Meno male che c’è l’Europa, il “vincolo esterno” auspicato da Guido Carli e che per noi vuol dire Next Generation Eu. Nelle Raccomandazioni di primavera la discontinuità con il passato

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Alla Camera la chiamano la disputa della Cannabis. Perché sul tema i due rami del Parlamento sono piuttosto agitati. Da un lato, quello di Montecitorio, c’è una proposta di legge che punta a depenalizzare la coltivazione domestica, col tetto di “4 piantine” per uso personale, non terapeutico. Dall’altro, a Palazzo Madama, a fine aprile è stato incardinato un ddl, graditissimo a Matteo Salvini che l’ha ribattezzato “Droga Zero”, che pretende l’opposto: pene più severe e via la “lieve entità” anche per la semplice detenzione di stupefacenti. Le due Camere insomma marciano in direzione ostinata e contraria, sullo stesso argomento. E in teoria non si potrebbe fare, dato che i regolamenti parlamentari lo dicono chiaro: non si può

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Nel centrodestra è ancora scontro. Dopo il vertice dei giorni scorsi tra i tre leader di Forza Italia, Lega e Fdi, Matteo Salvini corre in sostegno di Silvio Berlusconi, attaccato dal fuoco amico dei fedelissimi azzurri per le frasi filo-Putin pronunciate dal palco della convention di Napoli. A puntare il dito contro il Cavaliere è stata, prima di tutti, la ministra Mariastella Gelmini, che ha definito “ambigue e imbarrazzanti” le parole del leader di Fi. ” “Prima di criticare Silvio Berlusconi qualcuno dovrebbe contare fino a cinque”, ha criticato Salvini nel suo intervento alla scuola di formazione della Lega, a Milano. “Si occupi del suo partito”, la replica piccata della ministra.

Rispondendo alle accuse del leader del Carroccio,

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